Un computer che non risponde può cambiare il lavoro di un intero turno. In una struttura assistenziale bisogna continuare ad accedere alle informazioni necessarie, coordinare le persone e dare continuità al servizio. È questo il punto che il caso di Predazzo porta all’attenzione di chi dirige organizzazioni nelle quali il lavoro non può aspettare il ripristino.

Che cosa sappiamo del blocco

Rai TGR Trento riferisce che l’attacco alla San Gaetano è stato scoperto intorno alle 6 del 25 settembre. Il blocco ha reso indisponibili le informazioni digitali su cartelle cliniche e terapie, oltre al telefono. La rete è stata isolata, le altre case di riposo avvertite e una ditta specializzata coinvolta nel recupero.

La cronaca descrive il ritorno alla gestione cartacea e riporta le rassicurazioni del direttore Francesco Delugan sulla prosecuzione dell’assistenza, con il supporto della dottoressa. Non è quindi corretto trasformare il blocco informatico in un’interruzione delle cure. Le fonti consultate non confermano una sottrazione di dati né identificano gli autori o il punto d’ingresso dell’attacco.

Il ripristino procede per servizi

Nell’aggiornamento del 27 settembre, il Corriere del Trentino riferisce che telefoni, posta elettronica e computer erano tornati disponibili, mentre il recupero delle cartelle cliniche era ancora in corso. È una fotografia di quella data, non una conferma del completamento del ripristino.

La distinzione conta: tornare a usare una postazione non significa avere già recuperato tutte le informazioni e le funzioni necessarie. Per una direzione, la domanda utile è quali attività siano effettivamente disponibili, con quali limiti e quali procedure temporanee restino necessarie. Il punto di riferimento deve essere il servizio alle persone.

La carta funziona se fa parte di un piano

Da questa vicenda emerge una domanda più ampia, che non riguarda soltanto le RSA: come lavora l’organizzazione se il gestionale, le comunicazioni o gli archivi diventano inaccessibili? Avere una procedura alternativa significa sapere dove trovare le informazioni indispensabili, chi coordina il lavoro e come registrare ciò che accade durante il fermo.

Nel passaggio tra turni e nel ritorno al digitale, anche le attività svolte temporaneamente fuori dai sistemi devono essere ricostruibili. Sono aspetti da preparare e provare insieme alle persone che svolgono il servizio. Il caso non ci consente di valutare il piano interno della San Gaetano; offre però uno scenario concreto su cui interrogare il proprio.

Verificare il recupero prima di averne bisogno

La guida #StopRansomware di CISA raccomanda backup offline e cifrati, verifiche regolari della loro disponibilità e integrità e piani di risposta agli incidenti. Sono indicazioni generali: non descrivono le misure presenti o assenti a Predazzo.

Per un’organizzazione, tradurle in pratica significa verificare quali servizi recuperare per primi, quanto tempo richieda davvero il ripristino e chi prenda le decisioni durante il fermo. Una prova deve coinvolgere anche i responsabili delle attività, così da collegare i tempi tecnici alle esigenze operative.

La domanda da portare alla prossima riunione è semplice: se domattina i sistemi non fossero disponibili, ogni reparto saprebbe come continuare e a chi rivolgersi? Una risposta verificata vale più di un piano che nessuno ha mai provato.

Fonti e riferimenti